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Sport e tecnologia: a cosa serve lo smartwatch nella corsa

Sport e tecnologia: un connubio sempre più perfetto. Il settore tecnologico è in continua evoluzione e ci sostiene in molte attività quotidiane, il running è una di queste. In questo post vogliamo approfondire il tema smartwatch nella corsa: a cosa serve?

Per saperne di più…

All’inizio gli smartwatch venivano concepiti come dispositivi utili per renderci rintracciabili in qualche modo. Successivamente, anche grazie al lavoro di ricerca e sviluppo effettuato da importanti aziende hi-tech, si sono fatti largo software capaci di tenere traccia dell’attività fisica outdoor.

A questo passaggio di svolta si deve la nascita di una categoria di prodotti pensati anche per l’utilizzo da parte dei runner. In commercio esistono diverse tipologie di smartwatch per la corsa, utili a monitorare le performance atletiche. Dovete quindi solo scegliere il dispositivo adatto alle vostre esigenze. In più il vantaggio degli smartwatch è quello di unire, grazie alle app connesse allo smartphone, diversi servizi in un unico wearable: dal monitoraggio delle prestazioni fino al controllo del percorso con il GPS.

In definitiva quindi, se siete degli sportivi votati alle innovazioni tecnologiche, i fitness tracker, come gli smartwatch, sono un dispositivo praticamente irrinunciabile.

Le caratteristiche

  • Ampio schermo. Luminoso, con vetro antigraffio, infrangibile e resistente all’acqua. Deve essere in grado di fornire in un’unica vista tutte le informazioni sulla corsa. Scegliete tra lo schermo touch o il tradizionale sistema dei pulsanti sulla ghiera o cassa dell’orologio.
  • Cinturino confortevole. È preferibile che sia morbido e anallergico, per evitare infiammazioni o arrossamenti durante l’attività fisica.
  • Gps e software. Lo smartwatch per la corsa non può non avere un sistema Gps che si agganci ai satelliti e tenga traccia del percorso effettuato, dei chilometri corsi e delle distanze. Lo stesso dicasi per il software: un elemento importante per raccogliere, elaborare e organizzare i dati.
  • Cardiofrequenzimetro. La misurazione del battito cardiaco durante l’attività sportiva è un aspetto importante e molti device ormai comprendono un lettore ottico che rileva la frequenza cardiaca.

A cosa serve lo smartwatch

A cosa serve uno smartwatch al polso? Gli orologi per la corsa dotati di Gps sono diventati dei preziosi alleati per i runner. Si tratta di strumenti utili per tracciare i parametri del workout quali distanza, ritmo, velocità. Inoltre, forniscono informazioni sulla frequenza cardiaca e sul consumo di calorie.

Con uno smartwatch al polso durante la corsa, potete monitorare i vostri movimenti e perseguire l’obiettivo che vi siete prefissati, riguardo al numero di passi al giorno. Su questo dispositivo potete archiviare giri di campo, calorie bruciate, tempi di percorrenza, tutti i numeri utili che identificano il vostro allenamento, monitorandolo durante lo svolgimento e subito dopo averlo concluso.

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Come utilizzare cardiofrequenzimetro per migliorare le performance

Il cardiofrequenzimetro è divenuto una tecnologia indossabile tra le più utilizzate dagli sportivi e soprattutto tra i runner. Non è un più un tool utilizzato esclusivamente dagli sportivi professionisti, ma un ausilio impiegato anche dai beginner e dagli sportivi amatoriali.

Lo strumento permette di modulare l’intensità dell’allenamento o dell’attività fisica in generale, monitorando la frequenza del battito cardiaco al fine di ottimizzare le performance.

A cosa serve il cardiofrequenzimetro

La frequenza del battito cardiaco è una spia precisa del grado di sforzo fisico che si sta affrontando durante un’attività. È un indicatore più preciso e affidabile rispetto alla nostra percezione di fatica.

Per questo, un buon utilizzo del cardiofrequenzimetro porta a sfruttare al meglio le risorse a disposizione, migliorando la nostra resa atletica.

Come utilizzarlo

La frequenza cardiaca massima è il fulcro del monitoraggio da frequenzimetro. Cos’è la frequenza cardiaca massima (FCM o HRM)? È la misura del massimo numero di battiti del cuore in un minuto in caso di sforzo.

La FCM ideale per ciascuna attività varia da individuo a individuo e dipende da età, peso e altezza. Detto questo, è la questione è come calcolare il ritmo cardiaco.

Esistono due metodi più diffusi:

Formula di Astrand – È il modo più semplice (e approssimativo) di calcolare la FCM:

FCM uomini = 220 – età

FCM donne = 226 – età

Metodo di Karvonen – È un sistema più complesso e che può essere considerato più preciso partendo dalla formula di Astrand.

Il metodo per l’individuazione delle zone cardiache sotto sforzo si basa sul calcolo della frequenza cardiaca di riserva (FCris) che rappresenta la differenza tra la frequenza cardiaca massima e quella a riposo.

Per il calcolo servono i seguenti dati

  • Età;
  • FC a riposo;
  • FCM teorica (formula di Astrand).

FCris = FCM (teorica) – FC a riposo

Per sapere a quanti battiti per secondo corrisponde ad esempio il 70% d’intensità d’allenamento secondo il metodo Karvonen si procede con il seguente calcolo:

FCris x 0,7 (70%) + FC a riposo = FCM

Grazie ai moderni cardiofrequenzimetri l’atleta può risparmiare molti calcoli. Infatti i dispositivi indossabili a fascia o a sensore rilevano al primo avvio la frequenza cardiaca a riposo e chiedono l’inserimento di età, altezza e peso per calcolare automaticamente le fasce di sforzo cardiaco.

Dati più fedeli alla realtà possono essere inseriti a seguito di un elettrocardiogramma sotto sforzo.

Migliorare le performance con il cardiofrequenzimetro

Se non si è mai utilizzato un sistema di monitoraggio cardiaco, il modo migliore per impiegarlo è tenere sotto controllo l’andamento del battito a diverse intensità di allenamento e provare ad affrontare una prova di endurance mantenendo il battito nella fascia 70% – 80%.

Negli allenamenti del runner si può lavorare sulle performance cercando di diminuire il tempo di percorrenza di una lunghezza fissa, mantenendosi nella stessa fascia di sforzo.

Utilizzare il cardiofrequenzimetro come strumento motivazionale

Confrontando le performance effettuate a distanza di tempo con l’allenamento costante, si potranno notare miglioramenti evidenti sul battito cardiaco e sul tempo di percorrenza. Un traguardo tangibile che può aiutare a motivare a non saltare neanche una sessione di allenamento.

 

 

Fonte immagine: By Greg L (Luc Heiligenstein of Tres Design Group) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons